DECALOGO
Regole di convivenza, rispetto e libertà creativa
L’Accademia del Comico è uno spazio in cui si impara a far ridere, ma soprattutto a mettersi in gioco.
La comicità nasce dalla libertà, dall’osservazione, dal confronto e dalla possibilità di sbagliare. Perché questo possa accadere, abbiamo bisogno di un ambiente in cui tutte e tutti si sentano rispettati, ascoltati e liberi di esprimersi.
Per questo chiediamo a ogni allieva e ogni allievo di condividere queste semplici regole.
- RISPETTA LO SPAZIO E CHI LO ABITA
L’aula è uno spazio comune. Rispettiamo persone, tempi, materiali, attrezzature e ambiente. Arriviamo puntuali, preparati e con l’atteggiamento giusto per lavorare.
- ASCOLTA DAVVERO
Quando qualcuno parla, prova, improvvisa o porta un proprio testo, ascolta. Non si parla sopra gli altri, non si interrompe e non si commenta continuamente ciò che accade. L’ascolto è già parte della formazione.
- IL PALCO È DI CHI STA PROVANDO
Quando una compagna o un compagno è sul palco, quello è il suo momento. Niente chiacchiere, risate di scherno, commenti laterali o suggerimenti non richiesti. Il pubblico ideale non è quello che giudica: è quello che ascolta e sostiene.
- SI PUÒ SBAGLIARE. ANZI, SI DEVE.
In aula si viene per imparare, non per dimostrare di essere già bravi. Un errore, una battuta che non funziona, un’improvvisazione fallita o un momento di imbarazzo fanno parte del percorso. Non ridiamo delle persone. Ridiamo insieme alle persone.
- METTITI IN GIOCO
La comicità richiede disponibilità a uscire dalla propria zona di comfort. Prova esercizi che non ti sembrano naturali. Cambia punto di vista. Sperimenta. Fai cose che forse non faresti mai fuori da quest’aula. Non tutto funzionerà. Ed è proprio questo il bello.
- NON ESISTE UN SOLO MODO DI ESSERE COMICI
Non tutti hanno lo stesso stile, lo stesso umorismo, la stessa sensibilità o lo stesso modo di stare sul palco. Non cerchiamo di trasformare tutti nella stessa persona. Cerchiamo di aiutare ciascuno a trovare la propria voce comica.
- DIVERSITÀ DI OPINIONI: SÌ. MANCANZA DI RISPETTO: NO.
In aula possono emergere opinioni, esperienze e sensibilità molto diverse. È normale. Possiamo non essere d’accordo. Possiamo discutere. Possiamo anche cambiare idea. Quello che non è accettabile è trasformare il confronto in attacco personale, derisione, discriminazione o aggressione. Si possono contestare le idee. Si rispettano le persone.
- FEEDBACK, NON SENTENZE
Quando ci viene chiesto un parere, cerchiamo di essere sinceri ma costruttivi. Dire “non fa ridere” serve poco. Dire cosa non ha funzionato, perché e cosa potrebbe essere provato diversamente può aiutare molto. Il feedback non serve a dimostrare chi ha ragione. Serve a far crescere chi lo riceve.
- QUELLO CHE SUCCEDE IN AULA MERITA CURA
Testi, esperienze personali, fragilità, confidenze e momenti di difficoltà possono entrare nel lavoro comico. Trattiamoli con rispetto. Non si diffondono fuori dall’aula contenuti personali condivisi dai compagni senza il loro consenso. La libertà creativa ha bisogno anche di fiducia.
- PORTA CURIOSITÀ, IRONIA E RESPONSABILITÀ
La comicità può essere irriverente, provocatoria, scomoda e persino cattiva. Non deve però diventare una scusa per mancare di rispetto alle persone. Impariamo a distinguere tra provocare una risata e ferire qualcuno, tra giocare con un argomento e attaccare una persona. Abbiamo il diritto di sperimentare. Abbiamo anche la responsabilità di farlo consapevolmente.
UNA REGOLA IN PIÙ
Non prendere troppo sul serio te stesso. Prendi sul serio il lavoro. Vieni in aula con curiosità, disponibilità, rispetto e voglia di provare. Lascia fuori dalla porta il bisogno di avere sempre ragione, di essere sempre il più bravo, di fare sempre bella figura. Qui siamo tutte e tutti apprendisti. E, soprattutto, siamo qui per ridere.


